
𝐂𝐎𝐌𝐔𝐍𝐈𝐂𝐀𝐓𝐎 𝐒𝐓𝐀𝐌𝐏𝐀
𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨/𝐋𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐒𝐞𝐯𝐞𝐬𝐨, 𝟏𝟑 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓 – In preparazione all’Avvento, il Museo Diocesano porta a Milano la Natività (1525) di Lorenzo Lotto, capolavoro in prestito dalla Pinacoteca Nazionale di Siena per la XVII edizione di «Un Capolavoro per Milano». In anteprima, martedì 16 dicembre 2025 alle ore 21:00, presso l’Oratorio di Santo Stefano protomartire a Lentate sul Seveso, la Comunità pastorale ha invitato la direttrice del museo Nadia Righi per introdurci all’opera del Lotto e al Natale; la direttrice terrà una conferenza esclusiva aperta a tutti.
𝐋𝐚 𝐃𝐢𝐫𝐞𝐭𝐭𝐫𝐢𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐌𝐮𝐬𝐞𝐨 𝐃𝐢𝐨𝐜𝐞𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐚 𝐋𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞: 𝐩𝐫𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐦𝐩𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐍𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐋𝐨𝐫𝐞𝐧𝐳𝐨 𝐋𝐨𝐭𝐭𝐨
Mentre l’Avvento accende le prime fiammelle di attesa, il Museo Diocesano di Milano accoglie un dono di rara profondità: la Natività (1525) di Lorenzo Lotto, capolavoro “inquieto” del Rinascimento, giunto dalla Pinacoteca Nazionale di Siena per la XVII edizione di «Un Capolavoro per Milano». Dal 28 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, quest’olio su tavola – siglato Lotus 1525 – schiude la soglia di una capanna umile, ove la notte si squarcia di stupore.
Non già l’Adorazione dei Magi, ma un episodio di intimità domestica attinto al Protoevangelio di Giacomo. Al centro, la Vergine immerge il Neonato in una conca d’acqua: gesto materno che si fa sacramento di purificazione. Accanto a Lei, l’anziana levatrice Salomè – talora detta Anastasia nel Vangelo dell’Infanzia – con lo sguardo rapito dal prodigio: la tradizione narra che, incredula alla verginità di Maria, vide le sue dita contratte guarire al tocco della divina tenerezza. Giuseppe, emblema dell’uomo comune, umilmente partecipe del mistero.
Lotto (1480-1556), definito da Berenson «genio inquieto», rifugge i fasti di Venezia e di Roma per rifugiarsi a Bergamo, ove questa tavola segna l’apice della sua maturità. Influenzato dai maestri nordici, egli forgia un notturno ipnotico: doppia sorgente luminosa – il bagliore radioso del Gesù infante e il tremulo riverbero del focolare – che accarezza volti, drappeggi e oggetti quotidiani. Sguardi intrecciati, gesti sospesi, un’atmosfera di «poetico incanto» che Longhi ravvisava come anticipazione del Caravaggio. Lotto non ritrae icone rigide: dipinge anime vive, inquietudini speculari alle sue, in un dialogo muto tra umano e divino.
Per immergersi in questo abbraccio di luce, segnate l’appuntamento imperdibile:
Non è mera pittura: è un invito a contemplare l’«irruzione dello straordinario nell’ordinario», come osserva la stessa Righi.
𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐏𝐚𝐬𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐒. 𝐒𝐭𝐞𝐟𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐞
𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐆𝐮𝐢𝐝𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐅𝐫𝐞𝐫𝐚
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